Leggi tutto |
Il disegno di legge di riforma delle intercettazioni ha un impatto significativo sulla rete?
Il ddl di riforma della normativa sulle intercettazioni influisce sulla rete in due modi, innanzitutto perché le limitazioni introdotte dal ddl in merito alla pubblicabilità degli atti di indagine riguarda, ovviamente, anche la rete, relativamente al giornalismo professionale, ma soprattutto perché in esso è presente il comma 29 che è scritto specificamente per la rete. Cosa prevede il comma 29? Il comma 29 estende parte della legislazione in materia di stampa, prevista dalla legge n. 47 del 1948, alla rete, in particolare l’art. 8 che prevede la cosiddetta “rettifica”.
Cosa è la rettifica?
La rettifica è un istituto previsto per i giornali e le televisione, introdotto al fine di difendere i cittadini dallo strapotere dei media unidirezionali e di bilanciare le posizioni in gioco. Nell’ipotesi di pubblicazione di immagini o di notizie in qualche modo ritenute dai cittadini lesive della loro dignità o contrarie a verità, un semplice cittadino potrebbe avere non poche difficoltà nell’ottenere la “correzione” di quelle notizie, e comunque ne trascorrerebbe molto tempo con ovvi danni alla sua reputazione. Per questo motivo è stata introdotta la rettifica che obbliga i direttori o i responsabili dei giornali o telegiornali a pubblicare gratuitamente le dichiarazioni o le rettifiche dei soggetti che si ritengono lesi. (continua…)
Leggi tutto |
Ho la necessità di recapitare al Comune di Roma una comunicazione, avendo poi la prova legale che sia stata ricevuta. La soluzione dettata dalla prassi dice “Raccomandata con Avviso di Ritorno”, i più smaliziati consigliano anche di inviare il documento senza busta, facendo vidimare direttamente il foglio con la comunicazione, per evitare una contestazione del tipo “ho ricevuto la busta, ma non c’era alcun contenuto”. Quindi stampa del documento, fila alla posta, compilazione dei moduli, tariffe & balzelli da pagare cash. Cose archeologiche, visto che siamo nel pieno boom della “dematerializzazione” (facciamo circolare i bit al posto degli atomi): oramai estratti conto bancari, bollette e fatture mi vengono recapitate quasi esclusivamente nella casella di posta elettronica.
Lo Stato si è dotato addirittura di una legge che impone a tutte le amministrazioni pubbliche l’adozione della famigerata Posta Elettronica Certificata (PEC): si tratta, per la precisione, della Legge 18 giugno 2009, n. 69: ”Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009 – Supplemento ordinario n. 95, che esattamente all’Articolo 34 recita:
[...] Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. [...]
Attraverso la PostaCertificat@ ogni cittadino può dialogare in modalità sicura e certificata con la Pubblica Amministrazione comodamente da casa o con qualsiasi dispositivo in grado di connettersi ad internet senza recarsi presso gli Uffici della Pubblica Amministrazione per:
- richiedere/inviare informazioni alle Pubbliche Amministrazioni
- inviare istanze/documentazione alle Pubbliche Amministrazioni
- ricevere documenti, informazioni, comunicazioni dalle Pubbliche Amministrazioni
E proprio io vado a fare la fila alla posta?
Leggi tutto |

E due! Dopo l’attacco al CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche), ieri, 1 agosto, è stato violata anche la rete di Vitrociset, azienda che “gestisce sistemi elettronici e informatici nel campo civile e militare per imprese, amministrazioni pubbliche, agenzie governative e organizzazioni internazionali. Si occupa inoltre di sistemi per la Difesa, sistemi per il Controllo del Traffico Aereo, Tecnologie Satellitari e Telecomunicazioni, Trasporti e Infomobilità” (fonte Wikipedia).
Questo il messaggio lasciato dagli Anonimi:
«Potete quindi immaginare l’espressione di stupore che si è dipinta sui nostri volti quando facendo alcuni test preliminari sui vostri sistemi abbiamo trovato non l’inespugnabile fortezza che ci aspettavamo, bensì un rudere fatiscente che anche un bambino dotato del tempo e della voglia necessari sarebbe riuscito a compromettere seriamente. E voi dovreste occuparvi di sicurezza ed affidabilità delle infrastrutture/sistemi IT dei più importanti enti ed istituzioni del nostro paese? Rideremmo fino a diventare cianotici, se non fosse per il semplice fatto che i soldi che percepite, oltre ad ammontare a cifre incommensurabili, non fossero i nostri» (continua…)