Ma le Pubbliche Amministrazioni non sono obbligate ad adottare la Posta Elettronica Certificata?

Ho la necessità di recapitare al Comune di Roma una comunicazione, avendo poi la prova legale che sia stata ricevuta. La soluzione dettata dalla prassi dice “Raccomandata con Avviso di Ritorno”, i più smaliziati consigliano anche di inviare il documento senza busta, facendo vidimare direttamente il foglio con la comunicazione, per evitare una contestazione del tipo “ho ricevuto la busta, ma non c’era alcun contenuto”.  Quindi stampa del documento, fila alla posta, compilazione dei moduli, tariffe & balzelli da pagare cash. Cose archeologiche, visto che siamo nel pieno boom della “dematerializzazione” (facciamo circolare i bit al posto degli atomi): oramai estratti conto bancari, bollette e fatture mi vengono recapitate quasi esclusivamente nella casella di posta elettronica.

Lo Stato si è dotato addirittura di una legge che impone a tutte le amministrazioni pubbliche l’adozione della famigerata Posta Elettronica Certificata (PEC): si tratta, per la precisione, della Legge 18 giugno 2009, n. 69: ”Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 140 del 19 giugno 2009 – Supplemento ordinario n. 95, che esattamente all’Articolo 34 recita:

[...] Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice. [...]
La conferma, casomai ce ne fosse stato bisogno, la si trova nel sito governativo dedicato alla Posta Elettronica Certificata:
Attraverso la PostaCertificat@ ogni cittadino può dialogare in modalità sicura e certificata con la Pubblica Amministrazione comodamente da casa o con qualsiasi dispositivo in grado di connettersi ad internet senza recarsi presso gli Uffici della Pubblica Amministrazione per:
  • richiedere/inviare informazioni alle Pubbliche Amministrazioni
  • inviare istanze/documentazione alle Pubbliche Amministrazioni
  • ricevere documenti, informazioni, comunicazioni dalle Pubbliche Amministrazioni

E proprio io vado a fare la fila alla posta?

PEC_Comune-di-Roma

www.comune.roma.it, trovo la PEC del mio Sindaco e gli trasmetto quanto desiderato, senza fila, senza costi, e con lo strumento codificato dall Stato Italiano, mica pizza & fichi. Ecco, nella pagina iniziale c’è il riferimento alla PEC. Azz… Il link manda ad una pagina dove c’è sì un indirizzo di  PEC (anagraferoma@postacertificata.gov.it), ma serve solo per richiedere certificati anagrafici.
Sfoglio alcune pagine del sito, trovo finanche l’indirizzo di posta elettronica ordinaria del Sindaco e di molti fra Dirigenti e Funzionari, ma nessun riferimento alla Posta Elettronica Certificata. Uff…

Chiamo l’efficientissimo call-center.
060606… benvenuti etc etc… musichetta… attesa di mezz’ora. Riaggancio, faccio altre cose, richiamo e dopo pochi minuti mi risponde una gentilissima quanto disarmante voce femminile che mi confessa candidamente: “Posta Elettronica Certificata? Non ne sappiamo niente!” Al mio ironico segnalare che sarebbe un obbligo di legge, la sfortunata comincia a balbettare e mi chiede scusa. La rincuoro, le spiego che non è colpa sua e non è nelle mie intenzioni addossarle il disservizio. Cerca di fare quello che può (ad un certo punto si rilassa talmente che sbotta: “io nemmeno l’ho votato Alemanno”) e mi trova un numero verde a cui il sito del Comune dice di rivolgersi per ulteriori informazioni.

Ma si, ho un po’ di tempo da perdere.
800104464… slalom tra le varie opzioni… con un po’ di affanno, ma arrivo a parlare con un operatore. Mi risponde un’altra gentilissima voce femminile a cui chiedo se sia possibile avere l’indirizzo PEC del Sindaco del Comune di Roma… “Attenda che glielo cerco.” Sorrido mentre inganno l’attesa su Google alla ricerca di qualche cosa che abbia a che fare con la posta certificata ed il Comune di Roma. Il lungo silenzio viene interrotto dalla gentilissima ragazza che mi tranquillizza: “Non l’ho trovato, attenda che glielo cerco da un’altra parte.” Mi scusi, signorina, ma temo che non lo troverà; le racconto che non c’è sul sito web,  al loro call center non sanno di che stiamo parlando, mi permetto di dubitare che nel registro delle PEC delle Pubbliche Amministrazioni (PA) abbiano informazioni che non conoscono nemmeno i diretti interessati… nonostante una legge glielo imponga. La signorina si arrende, cerca di spiegarmi che il progetto non è ancora a regime e mi ricorda anche che, quando sarà a regime, è previsto che il cittadino dovrà avere una casella  di PEC apposita per dialogare con la PA: non andrà bene una PEC qualsiasi, quella per esempio che tutti i professionisti iscritti ad un albo hanno dovuto adottare, perché glielo ha imposto la legge… ricordo di averlo letto quando fu avviata l’operazione, ma l’avevo proprio rimosso e pensavo di poter utilizzare il mio comunissimo indirizzo di PEC.

Dicevo: ho la necessità di recapitare al Comune di Roma una comunicazione, avendo poi la prova legale che sia stata ricevuta. Stampo, firmo, vado alla posta, riempio i moduli per la “Raccomandata con A/R”, faccio la fila e pago!

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Inserito mercoledì 21 settembre 2011 alle 11:35 e archiviato in Esperienze, IMHO. Puoi seguire i commenti con l'apposito feed RSS 2.0. You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

 
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